Posa inopera
La linea di gronda rappresenta il naturale ingressodell’aria che
riscaldandosi nel sottomanto tende a salire favorendo l’ingresso
di aria nuova e più fresca, propriodalla gronda.
Èquindi necessario che questa aria abbia uno sfogo naturale
che sarà rappresentatodalla linea di colmo e da elementi di
aerazione dislocati nelle falde con opportune caratteristiche.
Permantenere la corretta inclinazione della prima fila di tegole
(o coppi) il listello in gronda deve risultare almeno 2 cmpiù
altodegli altri, dato che in questa prima fila viene amancare la
sovrapposizione con le tegole sottostanti.
Inoltre la tegola in gronda vamontata con una sporgenza di
circa 7-8 cm (circa 1/3 il diametrodel canale di gronda), in
mododa evitare ritorni d’acqua nel sottomanto.
È lo sfogo naturale dell’aria di riciclodel sottomanto, quindi è
indispensabile che non vengamurato. Inoltre lamalta darebbe
tutti quei problemi di cui siamo ampiamente a conoscenza:
porosità, fissaggioprecario, rischi di gelività, capillarità in quanto
assorbente umidità (con conseguenti infiltrazioni dell’acqua
imbevuta). Inoltre il diverso comportamentodi dilatazione
termica dellamalta rispetto al laterizio, procurerà sicuramente
delle fessurazioni nellamalta stessa.
Permigliorare la circolazione dell’aria nel sottomanto è
indispensabile l’usodegli aeratori, unoogni 25mqdi copertura,
con unminimodi due elementi per ogni falda.
La lineadigronda
La lineadicolmo
Aeratori
Per pendenze inferiori al 36% (20°), la neve si accumula in strati
stabili; per pendenzemaggiori del 176% (60°), la neve non
si accumula; per pendenze comprese tra il 36% e il 176% si
accumula in strati che possono scivolare verso il basso.
Queste considerazioni spieganoperché, ai fini del calcolodei
sovraccarichi accidentali, la normativa stabilisce, per pendenze
superiori al 176%, il caricodella neve sul tettopari a zero; allo
stesso tempo, evidenziano, per i tetti di pendenza compresa tra
il 36% e il 176%, la necessità di ricorrere a speciali dispositivi,
quali elementi fermaneve o staccionate d’arresto, per impedire
la caduta rovinosa di cumuli di neve ghiacciata. Gli elementi
fermaneve in laterizio, al di là del rilievo superficiale, sonodel
tutto simili agli elementi del manto standard. A causa delle
Fig.1
Fig.2
Fig.3
I requisitiessenzialidiunbuontetto
sollecitazioni cui sono soggetti, tutti gli elementi fermaneve,
indipendentemente dalla loroposizione, devono essere
fissati, mediante viti o altri sistemi meccanici, alla listellatura
di supporto; il foro va opportunamente sigillato. Gli elementi
fermaneve si dispongonoper file parallele alla linea di gronda.
Gli interassi tra le tegole fermaneve e la distanza tra le file
parallele dipendonodalla criticità della situazione (pendenza
di falda, lunghezza di falda, finitura superficiale degli elementi
di manto - se liscia o scabra -, zona climatica, altitudine,
esposizione...). Un ulteriore elementodi valutazione è dato
dall’eventuale presenza sulla falda di soluzioni di continuità odi
corpi emergenti. In questo caso le tegole fermaneve andranno
posizionate amonte degli stessi.
Esempi di schemi di disposizionedegli elementi fermaneve in casodi falde conpendenza tra il 30-35% e lunghezza intornoai 6mt.
È indispensabile
risvoltare la guaina di
impermeabilizzazione
nel canale di gronda, per
evitare eventuali
infiltrazioni nel sottomanto.
Verso la linea di colmo
Linea di gronda
1
2
3
4
Per siti di altitudine inferiore a 750mt. slm
(un elemento fermaneve ogni 5 elementi standard su tre
file sfalsate in prossimità della linea di gronda).
Per siti di altitudine tra 750 e 1200mt. slm
(un elemento ogni 2 elementi standard, sempre su tre file).
Per siti di altitudine tra 750 e 1200mt. slm
(un elemento ogni 2 elementi standard, sempre su tre file).
Esempiodi disposizione delle tegole fermaneve a
protezione di soluzioni di continuità e di corpi emergenti.
Ai fini del calcolodi caricodella neve occorre prestare
particolare attenzione ai compluvi e alle zone in cui la neve
può formare accumuli pericolosi.
Collocazione schematica dei fermaneve.
Fig.4
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